Da qualche tempo rimesto di sera e frugo tra i vecchi negativi di mio padre. Ho fatto ristampare tutti i fotogrammi. Su uno di questi mi sono fermati.
Non capisco chi lo abbia potuto scattare. Riprende un tratto di strada che frequentavamo la domenica: la Torretta. Riconosco le vetrine del bar Fontana prima che sostituissero la vecchia insegna. Ci andavamo a comprare i dolci e far spesa al mercato coperto, al tempo della casa nuova. La sorellina partecipava volontiere, allegra o imbronciata ma sempre eccitata della uscita in comune. A me la città di domenica dava ansia. Negli altri giorni era normale il pesa della folla, le machine a pochi centrimetri dai piedi, dove l'ingombro che si è gli uni per gli altri costringeva a continui scatamenti. Sulla face della domenica il sorriso si guastava di un rammarico in più: anche oggi, anche qui. Il giorno di festa portava i più bruschi cambi di umore, anche tra noi. Ho patito un po' troppo le irritazioni che d'improvviso cambiano l'aria e fanno abbassare gli occhi. Alla formazione dominicale di quegli anni mi aggiungevo come un peso morto, incapace fin verso i sedici di esserne esonerato.
(...) Città domenica: da quando ho età di memoria non ho saputo farne parte.
Erri de Luca: "Non ora, non qui", 1989.